Il compromesso in coppia
- Dott.ssa Giorgia Ferrucci

- 15 apr
- Tempo di lettura: 3 min

Cos'è davvero il compromesso?
C'è una parola che torna spesso nelle sedute di coppia: compromesso. Viene detto con un tono che sa già di resa. Come se il compromesso fosse la cosa meno entusiasmante del mondo, una via di mezzo grigia tra quello che voglio io e quello che vuoi tu.
Il compromesso non è cedere, non avere orgoglio o dignità. Non è rinunciare a quello che conta per te per tenere la pace. Non significa "vabbè, facciamo come dici tu" detto con il muso lungo. Quello è un sacrificio. I sacrifici silenziosi si accumulano e poi il conto salato lo paghiamo noi e lo paga la coppia. Diventano risentimento. E il risentimento è uno dei veleni più lenti e più efficaci che esistano nelle relazioni.
Se ogni volta che "trovate un compromesso" uno dei due esce dalla conversazione sentendosi sconfitto, non avete trovato un compromesso. Avete solo rimandato il prossimo litigio.
Il compromesso è una scelta matura e consapevole. È la capacità di tenere insieme due bisogni o desideri reali, il tuo e quello dell'altro, senza cancellarne nessuno dei due. Senza che nessuno debba snaturare sé stesso.
Richiede una cosa che sembra semplice ma non lo è: sapere cosa vuoi davvero. Capire cosa non sei disposto a trattare. Non solo in superficie, non solo "voglio che le faccende le faccia anche lui/lei", ma sotto. Cosa rappresenta per te.
Spesso quando litighiamo non lo facciamo perché ci interessa in quel momento trovare una soluzione. Arriviamo a litigare perché siamo pieni di nervoso e risentimento e così all'ennesima volta che non hai fatto quello che ti ho chiesto, che ti sei dimenticato di buttare la pattumiera, che non mi hai aiutato, che non mi sono sentito ascoltato, scatta la ciliegina sulla torta e si litiga. Il litigio è un lanciarsi addosso frustrazione e malcontento, ma non è un atto diplomatico. Il compromesso lo è. Dopo il litigio in cui si sono sfogate le frustrazioni a vicenda è necessario trovare il compromesso, come è necessario dopo una guerra firmare un trattato di pace, altrimenti la guerra sarà infinita.
La regola d'oro del compromesso è che non deve accontentare nessuno al 100%, ma nemmeno scontentare. Bisogna sentire di ricevere quello di cui abbiamo bisogno, ma che anche noi dobbiamo fare uno sforzo.
Quando vi trovate a girare in tondo sullo stesso argomento, provate questo.
Sedetevi, non durante il litigio, ma in un momento neutro. Prendete un foglio e dividetelo in due colonne: una per ciascuno.
Per ogni tema che genera conflitto, ognuno scrive due cose:
1. Cosa chiedo concretamente (es. "Voglio che le spese della casa siano divise al 50%")
2. Perché mi importa davvero (es. "Perché ho bisogno di sentire che siamo una squadra e che il peso non è solo mio")
Poi vi leggete a vicenda, senza interrompere, senza difendervi, senza giudicare. Solo ascoltando. Il compromesso pratico risponde alla domanda "da domani in poi cosa dobbiamo fare?" ed è il risultato di un punto di incontro tra ciò che emerge da parte di entrambi nella prima colonna, cosa chiedo concretamente. Il compromesso emotivo, ovvero la comprensione del bisogno più profondo, nasce dalla seconda colonna e risponde alle domande "cosa proviamo? Di cosa abbiamo paura? Di cosa abbiamo bisogno?".
Quando sai cosa conta davvero per l'altro, smetti di combattere contro di lui e inizi a risolvere il problema insieme. Questo è un trattato di pace. Questo è un gioco di squadra.
Tempo insieme e tempo per sé, faccende domestiche, famiglie d'origine, decisioni importanti, abitudini quotidiane, soldi. Sono le aree in cui le coppie si incagliano di più, non perché siano irrisolvibili, ma perché sono cariche di significato e richiedono un approccio concreto. Non bisogna mai dare per scontato in una coppia che l'equilibrio si troverà da solo. Che si imparerà a far funzionare le cose perché se c'è amore allora si ha la stessa visione di ogni cosa nella vita. Vivere insieme, condividere una vita è un po' come gestire una piccola azienda. Se le cose non sono esplicite, chiare, concordate e si accumula malcontento, l'azienda fallisce. Ragionare così non elimina la spontaneità della coppia, non rende più triste o piatta la vita a due. Anzi. Libera le energie per affrontare con spontaneità le cose che veramente contano. Fare l'amore, uscire a divertirsi, chiacchierare, giocare, ridere...
I soldi non sono mai solo soldi: parlano di sicurezza, di controllo, di fiducia. Il tempo non è mai solo tempo: parla di priorità, di quanto l'altro si sente importante. Le faccende non sono mai solo faccende: parlano di equità e rispetto. Ogni litigio ricorrente è un messaggio che non è ancora stato ascoltato nel modo giusto. Imparare a fare la pace, davvero, nel modo giusto, con un approccio risolutivo, permette di comprendere veramente l'altro nel profondo e andare avanti, davvero.




Commenti